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Aspettative elevate

June 2011

Il Corriere della Sera, 8 giugno 2011.

 

A fronte di un investimento individuale e collettivo di grande portata, tra gli elettori del centrosinistra si oscilla tra aspettative «alte» e «speriamo che non ci deludano». Mentre la felicità di chi ha sostenuto Pisapia si trasforma in curiosità e desideri, la domanda di grandi prestazioni nei confronti della nuova amministrazione, attivata dal lungo dialogo con gli elettori, va tenuta in altissima considerazione.

Rispetto alla partecipazione, le primarie hanno inizialmente deluso, rivelandosi, però, straordinariamente efficaci nell’ ascolto dei cittadini, nel setaccio dei bisogni, nel comporre il puzzle delle complessità, nel far emergere le tante realtà di cui Milano è portatrice. Queste primarie, in sintesi, hanno aperto un canale autentico e credibile con i cittadini. Un lavoro da abbecedario della politica, in teoria. Di questi tempi, invece, un vero e proprio gesto rivoluzionario, con buona pace dei fautori dell’ estremismo del neosindaco. Boeri, Onida, Pisapia e Sacerdoti hanno squadernato la città, sono andati davvero a svelare le sue tante virtù, spesso rimosse in tutti questi anni, così come a toccare i suoi nervi scoperti. Trovando motivi di stupore e, forse, anche di impotenza, per un patrimonio di competenza, di intelligenza, di generosità, di civiltà che si è conservato nonostante la sua marginalizzazione e i tempi che corrono. Un patrimonio che è il vero software di Milano. Il suo marchio di fabbrica. Nei confronti tra candidati, anche a distanza, nelle primarie come in quelli per le elezioni, tutto questo non è venuto fuori. Ma i cittadini, una volta tanto attori protagonisti, evidentemente hanno percepito una tensione etica, una concretezza di intenti, delle prospettive inaspettate. La città ha acquisito autostima, c’ è stato un avvicinamento progressivo, soprattutto da parte dei più giovani, ma non solo, alla politica. Della quale sono stati colti l’ impegno, la passione, il suo essere necessaria, sebbene in forme completamente diverse. Un risultato rivoluzionario, appunto, del moderato Pisapia.

I partiti che lo sostenevano sono stati indietro, non sappiamo dire se per strategia e o per mancanza di strumenti adeguati, cosa che non si può dire sia successo nel centrodestra. Lo stesso Boeri, altro perno di questa vittoria, ha conquistato sul campo il ruolo di capo – e non solo di capolista – per i tanti meriti acquisiti a partire dalla reazione leale alla sua sconfitta alle primarie. In attesa delle scelte prioritarie e dei progetti da realizzare rapidamente, il nuovo sindaco ha preso tempo per varare la sua squadra, che auspichiamo essere più vivace culturalmente e professionalmente rispetto ad altre esperienze del centrosinistra, anche in grandi comuni. Un tempo accettabile di decantazione è una risposta a chi gli chiede sostanzialmente dei nomi. Le aspettative, come dicevamo, sono altissime, e non solo a Milano. E la delusione dei cittadini per la politica è sempre dietro l’ angolo.


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