Hublab - Humus
Knowledge

Humus

November 2007

28/11/2007 – 22/12/2007
Hublab Gallery
Via Vigevano, 43 Milano (MI)

15/06/2007 – 08/07/2007
Centro di Documentazione
Via Francigena, Berceto (PR)

Hublab Edition

 

Da molti anni Gianni Pezzani si perde con la sua macchina fotografica nei boschi italiani. Ne impressiona la pellicola con la tranquillità e il silenzio di quei luoghi. Cristallizza una natura incantata che è allo stesso tempo complessa e diretta nella sua semplicità. Si sofferma su radici, fusti, piumaggi, muschi, castagni, abeti, faggi centenari che dominano in solitudine un’immagine che sembra restituire il solo respiro di chi l’ha rubata, dopo averla studiata senza conoscere fretta.

In sottofondo si registrano l’esperienza colta di un paesaggio lucreziano, dominato dalla determinatezza che accompagna la vita, ma anche il sentimento del fantastico che fa da sfondo alle fiabe dei Fratelli Grimm, dove il “buio”, ancor più che gli orchi, alimenta le nostre paure. In questo itinerario senza mete, ogni singolo scatto racconta di una pausa che si fa osservazione, ascolto, miniatura, abbraccio a perdersi. Così come i sentieri che talvolta si insinuano nel bosco diventano un’immediata metafora di un sentimento universale di smarrimento ma anche un invito ad avventurarsi negli angoli nascosti di un mondo di cui percepiamo solo i contorni.

Qui come altrove il contrasto dei colori – e i neri che incidono le ombre – creano un’atmosfera di tensione tra ciò che ci attrae e ciò che temiamo. Lo scenario di questo portfolio è il Parco Naturale del Monte Penna, nei pressi di Alpe, fra Liguria ed Emilia, dove nasce il fiume Taro. Lo sguardo di Pezzani è un volo radente che analizza e riproporziona ciò che si intuisce ad altezza d’uomo e, più nel dettaglio, in un sottobosco abitato da un’Amanita Muscaria, un Boletus Edulis, un Phallus Impudicus, una Macrolepiota Procera, nomi botanici di funghi comuni – ovolaccio, porcino, satirione, mazza di tamburo – che diventano i protagonisti di una stanza delle meraviglie senza pareti, senza rumori. Una stanza dove il tempo sembra fermarsi, senza annunciare, per una volta, un crimine fiabesco ma un verde che si fa fragile incanto.

Hublab - Humus2_IL GRANDE FAGGIO
 

Foto di Gianni Pezzani
A cura di Susanna Legrenzi e Maria Cristina Didero


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