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Il Pd, Boeri e il ruolo dei partiti

October 2011

Il Corriere della Sera, 16 ottobre 2011.

 

L’ assessore Boeri ha manifestato, in una lettera aperta, il disappunto per la mancanza del suo partito, il Pd, nel supportare o meglio nell’ essere presente in un momento così intenso della vita milanese, oltre che italiana. Lamentandone l’ assenza dai temi reali della città. E invitando i cittadini e chi aveva supportato il nuovo sindaco a iscriversi al partito. In sostanza, a occupare un partito vuoto.

Il tema della rappresentanza è un tema vecchio come la democrazia e spesso altrettanto irrisolto. Boeri coglie un pezzo fondamentale della politica che si è profilata a Milano. Un vero movimento di associazioni, di categorie, di territorio ma soprattutto di cittadini, di individui che non hanno stima di chi li rappresenta a destra come a sinistra e che hanno fatto tutto da soli. Al festival del Pd, a settembre, non c’ era una foto che fosse una del sindaco Pisapia, simbolo del cambio di prospettiva delle ultime elezioni in Italia. Milano sta ancora aspettando che, a livello nazionale, qualche dirigente di quel partito e di tutti gli altri, si ponga delle domande su quello che è successo in questa città. E cioè che le compagnie di giro che occupano i posti chiave e vanno sui media non sono all’ altezza per i tempi che corrono. Che il solco con i partiti è diventato un mare non attraversabile. Chi sta nei partiti la chiama antipolitica. Chi crede che questa società abbia bisogno d’ altro sa che vanno cambiati i partiti e comunque chi deve rappresentare, in democrazia. Al di là dei «big bang» dei sindaci nuovi che rasentano l’ onnipotenza, sono i cittadini che portano la loro intelligenza e le loro esperienze in una politica che metta al centro il futuro di questo Paese. È successo, per citare Balzac che «il vero eroe moderno è (diventato) il padre di famiglia». Come facciamo a fare diventare collettiva e pervasiva l’ intelligenza e le capacità di una comunità di una città grande come Milano? Come facciamo ad accogliere e a selezionare quei cittadini che hanno competenze e idee senza passare dalle dogane inflessibili di partiti svuotati di idee e di rigore?

In queste elezioni a destra, senza alcuna discussione, era stata imposta la ricandidatura di un sindaco che molti, all’ interno di quello schieramento, avrebbero preferito evitare. A sinistra, si erano accodati prima a un candidato, lo stesso Boeri, che non vivevano come loro espressione, e poi, obtorto collo, a chi aveva vinto le primarie. A questo punto possiamo dire per fortuna, perché abbiamo un sindaco e un assessore alla cultura che sono espressione del volere dei cittadini, una volta tanto. Accogliamo la riflessione di Boeri. La rappresentanza si costruisce creando spazi e canali per i padri di famiglia, in senso lato ovviamente. E da lì che si costruisce la polis. Non dalle sue infrastrutture.

La burocrazia politica, più ancora di quella istituzionale, ha fatto il suo tempo e i suoi danni. Oggi ci vuole coraggio anche a iscriversi a un partito ma forse c’ è molta più viltà nel non farlo. Se non si vuole lasciare che il Paese rimanga in mano ad una classe dirigente che non ha più alcuna qualità per essere chiamata tale.


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