Hublab - Dedicato ai più giovani
Knowledge

Dedicato ai più giovani

October 2010

Corriere della Sera

 

All’inizio del 2003 esce in Francia un libretto dal titolo «L’ immateriale» e come sottotitolo, «Conoscenza, valore e capitale». L’ autore è un filosofo, André Gorz. Il tema è il rapporto tra il capitale e la scienza. Nel libro individua tanti filoni suscettibili di interesse anche oggi. Qui parliamo soltanto di un aspetto: l’ avvento di massa dell’ imprenditore di se stesso correlato, aggiungiamo noi, ad una drastica diminuzione del lavoro dipendente. Imprenditori per forza che sono legati, soprattutto, all’ economia della conoscenza. Gorz afferma che è sempre più difficile misurare la qualità di un lavoro intellettuale o «cognitivo». E di conseguenza diventa più difficile misurarne il suo valore.

Nel frattempo sono passati sette anni, lo stage è diventato la cruna per vedere il mondo del lavoro, non necessariamente per entrarci a tutto tondo. Anzi, quasi mai. Quanto può valere una traduzione? O uno slogan commerciale? Un’ ora di un insegnante a contratto? Il disegno di un marchio? Una sceneggiatura? E il valore di altre centinaia di lavori nel cosiddetto ambito immateriale come viene calcolato? In Germania, in Francia, in Svizzera l’ «imprenditore di se stesso», che a Milano quasi sempre si identifica con il detentore di partita Iva, riceve il pagamento delle sue fatture entro 10 o, al massimo, 30 giorni. E, a seconda della entità del suo compenso, anche un anticipo. Ha tutele contributive, dignità professionale, non è costretto a umilianti colloqui con amministrazioni, pubbliche e private, che lo trattano come un postulante.

Nella società della conoscenza il puzzle delle competenze prevede tanti apporti fondati sul merito e sul riconoscimento dello stesso. L’ immateriale aiuta il materiale a vivere e sopravvivere. Milano è stata la capitale morale dell’ Italia, definizione che nasce subito dopo l’ unificazione d’ Italia, non negli anni ‘ 50, poi diventa la capitale economica, più come vetrina che come produzione, che avveniva nel suo intorno, più o meno vicino. Dopo è capitale finanziaria. Oggi, sicuramente, è la città che ha più realtà e potenzialità nel Paese legate all’ economia della conoscenza. Ambito che presuppone un sistema formativo adeguato, una filiera articolata e una selezione accurata di chi ha talento e creatività. Oltre a una retribuzione adeguata. Compensi e tutela del lavoro immateriale, finanza esclusa, fanno invece interrogare i genitori sul senso di formare e mandare all’ università i propri figli.

L’ ultimo rapporto Ocse ci dice che, in Italia, solo uno su tre si laurea tra quelli che entrano all’ Università, che i diplomati trovano lavoro tre volte di più dei laureati e che la media dell’ istruzione universitaria copre il 2,4 della popolazione contro il 33,5 per cento degli Usa, il 14,7 del Giappone, il 5,8 della Germania. Un piccolo suggerimento a partiti in cerca di consenso. Il primo che riesce a far rispettare i tempi di pagamento (e ridare dignità alle competenze) alle partite Iva, siano individui, società di persone o piccole società di capitali, sbanca tutto il Nord. Chi riesce a irrobustire il percorso di accesso e di mantenimento al mondo del lavoro sbanca in tutta Italia. Scommettiamo?

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